ACINELLATURA: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

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Acinellatura: cos’è? Quando viene praticata e per quali scopi? Quali sono i benefici legati a questa tecnica, ma soprattutto come viene eseguita?

In questo articolo vedremo di fare luce su tutto quello che riguarda l’acinellatura e i vari aspetti ad essa correlati, cercando di rispondere ai principali quesiti in materia con massima chiarezza, con lo scopo di fornire un quadro completo del concetto di acinellatura nell’agricoltura moderna.

Cos’è l’acinellatura?

Per acinellatura si intende la tecnica volta al dirado dei grappoli dagli acinini, ovvero di quegli acini di piccole dimensioni. Questa pratica viene eseguita sulle coltivazioni destinate alla produzione di uva da tavola (ad esempio sulle varietà Italia e Vittoria) allo scopo di produrre un frutto di elevata qualità e, al contempo, esteticamente privo di difetti.

Dopo la fioritura, il grappolo tende a sviluppare acini in maniera disomogenea. In questo senso, la pratica dell’acinellatura si rivela indispensabile in fase di accrescimento, perché permette di ridurre in modo significativo questi elementi che andrebbero inevitabilmente ad assorbire energie alla pianta.

Perché praticare l’acinellatura?

Per raggiungere lo stato ottimale, un grappolo di uva dovrebbe essere composto da acini di dimensioni grandi e omogenee. Nel momento dell’accrescimento alcuni acini potrebbero maturare una crescita non idonea, presentando dimensioni ridotte o assumendo un aspetto “poco gradevole”. Con l’acinellatura si procederà quindi alla riduzione sensibile di:

  • Acini partenocarpici
  • Mezzi acini
  • Acini deformati
  • Acinini

Rimuovendo gli acini considerati non conformi, il grappolo potrà poi svilupparsi sfruttando il suo massimo potenziale, dando vita ad acini uniformi e in grado di rispondere in maniera consona agli standard qualitativi stabiliti dal mercato.

Quali sono i benefici legati a questa tecnica?

Grazie all’acinellatura sarà possibile per l’agricoltore avvalersi di una serie di vantaggi e benefici, sia per quanto riguarda l’aspetto qualitativo del prodotto, che per la resa legata alla sua vendita.

In particolare, è importante sottolineare che:

  • Eliminando gli acini non conformi si otterrà un aumento della qualità dei grappoli prodotti, esteticamente gradevoli e in grado di rispondere agli standard qualitativi richiesti
  • Grappoli con acini conformi alle richieste del mercato sosterranno l’agricoltore nella trattativa al mercato che vedrà crescere il valore economico attribuito alla propria produzione di uva da tavola
  • La presenza di soli acini di grandi dimensioni aumenterà il peso dei grappoli, e di conseguenza il valore ad essi attribuito in fase di vendita
  • Grappoli uniformi risulteranno in automatico maggiormente conservabili
  • L’assenza di acini non conformi consentirà una miglior distribuzione delle sostanze nutritive all’interno del frutto
  • Il raggiungimento di un livello zuccherino ottimale è un fattore che inevitabilmente condiziona in positivo la qualità dei grappoli di uva da tavola

 

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Acinellatura: come si pratica?

Come spiegato nei precedenti paragrafi, l’acinellatura prevede l’eliminazione degli acinini dai grappoli in fase di sviluppo.

L’incidenza di questa pratica non è però sempre uguale, poiché è dipesa dalla varietà di uva coltivata, dall’annata e dalle condizioni climatiche. In particolare, tassi di umidità elevati e piogge frequenti durante la fioritura sono responsabili di una maggior difficoltà dello scaliptramento (ossia del distacco del cappuccio), che potrebbero provocare la morte del fiore. Al contrario, temperature particolarmente rigide potranno incidere negativamente sulla qualità del grappolo in toto. Il medesimo discorso vale per la temperatura del suolo, anch’essa in grado di influenzare la pianta e, di conseguenza, l’incidenza dell’acinellatura su di essa.

In passato, l’acinellatura veniva eseguita in modo esclusivamente manuale. Oggi è possibile ricorrere all’impiego di fitofarmaci in grado di agevolare il processo di eliminazione degli acini di piccole dimensioni, mantenendo inalterata la salute della pianta stessa.

Meglio l’acinellatura manuale o quella eseguita con l’ausilio di fitofarmaci?

L’acinellatura, sia manuale che effettuata mediante l’impiego di fitofarmaci, ha il medesimo principio, attuato però in maniera differente.

Come è facile intuire, l’acinellatura manuale viene eseguita senza l’ausilio di macchinari, e semplicemente a seguito di un esame visivo da parte di professionisti specializzati impiegati appositamente per questa pratica. Questa metodologia presenta alcune criticità, la prima delle quali relativa alle tempistiche a disposizione. È infatti importante sottolineare che l’acinellatura manuale deve essere effettuata in periodi specifici di fioritura della vite. Inoltre, si tratta di un’operazione che, a seconda, delle variabili, può comportare l’esborso di ingenti costi per l’agricoltore.

Al contrario, l’acinellatura eseguita con l’ausilio di fitofarmaci avverrà automaticamente nel periodo corretto, si tradurrà in un lavoro più minuzioso, con investimento di tempo inferiore e contribuirà ad un risparmio economico calcolato sull’esborso complessivo che la pratica dell’acinellatura richiede all’agricoltore.

Come funziona l’acinellatura mediante fitofarmaci?

Grazie alla loro specifica formulazione, i prodotti impiegati per l’esecuzione di questa pratica vanno ad agire direttamente sulla pianta interrompendo la crescita degli acini più piccoli, appartenenti alle classi 1 e 2, e portando alla loro conseguente caduta. Infatti, pur apparendo molto simili di dimensioni per la vite sono già distinti in classi diverse da 1 a 4. Gli acini dominanti di classe 3 e 4 continuano ad alimentarsi a scapito di quelli di classe 1 e 2 che saranno proprio quelli destinati a svilupparsi di meno.

I fitofarmaci: un uso corretto e sicurezza alimentare

Questo è uno degli aspetti che sicuramente preoccupa maggiormente i consumatori e, di conseguenza, anche i produttori.
Gli fitofarmaci sono la risposta decisiva alla crescente domanda mondiale di prodotti alimentari. Senza gli fitofarmaci il rischio di un sensibile abbattimento della produzione agricola è reale, a causa delle diverse malattie che possono attaccare piante, con tutta una serie di conseguenze sulla salute dell’uomo, degli animali e sull’andamento dell’economia.
Nel nostro Paese rigidi controlli, effettuati su migliaia di campioni da autorità competenti, forniscono un quadro del tutto rassicurante per il consumatore in tema di sicurezza alimentare.

Oggi, la legislazione nazionale per l’approvazione alla produzione e vendita di un agrofarmaco è armonizzata con quella comunitaria.

Se impiegati dunque rispettando l’etichetta ministeriale in termini di dosaggio, rispetto del timing corretto relativamente al numero di applicazioni e decorrenza alla raccolta, i fitofarmaci salvaguardano la salute della pianta e dei suoi frutti.

Allo stesso modo esistono delle norme precauzionali da osservare per la sicurezza degli utilizzatori professionali al pari di quelle previste per la salvaguardia di animali, ambiente e/o per la tutela degli organismi acquatici.

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