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Nov 12, 2020 8:32:18 AM - by Adama Italia
3 min

Cereali: il diserbo in pre e post emergenza precoce

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Il controllo ottimale delle malerbe rappresenta certamente uno degli obiettivi più importanti per qualsiasi cerealicoltore, in quanto direttamente connesso alla redditività della coltura. A tale riguardo, la tecnica del diserbo riveste senza dubbio un ruolo chiave tra le diverse operazioni colturali, e deve perciò essere eseguito con estrema competenza.

Va comunque ricordato che tutte le pratiche agronomiche (tra cui l’avvicendamento colturale, le lavorazioni principali e complementari del terreno, la semina, la scelta delle varietà, la fertilizzazione, le operazioni di raccolta, etc) concorrono più o meno direttamente allo sviluppo e disseminazione delle malerbe, ed il diserbo, seppur fondamentale, ne rappresenta soltanto una.

Cos’è il diserbo e quali sono i vantaggi connessi a questa pratica

Partiamo dalla definizione del concetto di diserbo. Questo può essere meccanico, se eseguito con macchine e attrezzi che fisicamente vanno a estirpare le malerbe, oppure chimico, ovvero mediante l’impiego di prodotti specifici che riescono a limitare la proliferazione delle erbe infestanti, eliminandole senza arrecare danno alle colture.

La scelta del diserbo assicura una serie di vantaggi alle colture cerealicole, quali:

  • Eliminazione delle infestanti che andrebbero a competere con la coltura per l’acqua, sali minerali e spazio
  • Riduzione dei costi di gestione della coltivazione
  • Snellimento delle pratiche colturali evitando lavorazioni ripetute
  • Aumento della produttività
  • Migliore conservazione della sostanza organica e minore degradazione, favorita invece dalle lavorazioni del suolo.

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L’importanza del diserbo in pre e post emergenza precoce

Per quanto riguarda il diserbo chimico per decenni l’intervento unico di post emergenza primaverile ha permesso di contenere la maggior parte delle infestanti dei cereali vernini, comprese quelle di più difficile controllo in questa fase, come Galium aparine e Avena sterilis. Ciò è stato possibile in seguito all’introduzione, a partire dagli anni novanta, di valide sostanze attive e formulati impiegabili in primavera e dotate di grande flessibilità nell’epoca di intervento. Tuttavia, tali sostanze attive sono sostanzialmente riconducibili a poche famiglie chimiche, delle quali le più rappresentative sono senza dubbio due: solfoniluree, che inibiscono l’enzima acetato lattasi sintetasi (ALS) e i cosiddetti “fop” e “dim”, che agiscono sull’inibizione dell’enzima acetil-CoA carbossilasi (ACCasi). Ciò ha portato ad una grande pressione di selezione delle malerbe, così che alcune specie (tra cui le più problematiche sono certamente Papaver rhoeas, Sinapis arvensis e Lolium sp.) hanno sviluppato popolazioni resistenti.

Oltre all’impiego reiterato di erbicidi con medesimo meccanismo d’azione, il fenomeno delle resistenze è stato sicuramente favorito da altre cause, tra cui:

  • Monosuccessione prevalente
  • Rotazioni molto strette, soprattutto con inserimento di specie a ciclo autunno-invernale
  • Cattiva applicazione dei diserbi, eseguiti con irroratrici non idonee o inefficienti
  • Riduzione arbitraria delle dosi di impiego rispetto a quanto prescritto in etichetta
  • Trattamenti tardivi, nei confronti di malerbe in avanzati stadi di sviluppo.

Mentre su alcuni dei fattori elencati è decisamente difficile intervenire (per esempio sulle rotazioni, in considerazione della mancanza di colture economicamente sostenibili), su altri la capacità decisionale è relativamente più attuabile (per esempio dosi ed epoche d’impiego). Per quanto concerne la scelta degli erbicidi da utilizzare, è fondamentale procedere all’alternanza di principi attivi a diverso meccanismo d’azione, così come aprire alla possibilità di interventi di pre o post emergenza precoce, aumentando di fatto il numero di soluzioni disponibili.

Il diserbo di pre e post emergenza precoce, oltre che rispondere in parte alle problematiche delle resistenze di cui sopra, ha sicuramente altri due vantaggi non trascurabili:

  • Eliminazione della competizione iniziale con le infestanti, e conseguente massimizzazione del potenziale produttivo della coltura
  • Limitazione dello sviluppo di infestanti di sostituzione di non facile controllo in post emergenza, quali ad esempio le differenti specie di Veronica, Viola arvensis e Fumaria officinalis.

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STOPPER P®: la proposta Adama per il diserbo di pre e post emergenza precoce

STOPPER® P è la soluzione di pre e post emergenza precoce per frumento tenero e duro, orzo, segale e triticale, sviluppato da Adama per il controllo contemporaneo di infestanti graminacee e dicotiledoni. Il prodotto è formulato in sospensione concentrata (SC) a base di 40 g/L di diflufenican e 400 g/L di pendimetalin, e combina quindi due principi attivi con diverso meccanismo d’azione, garantendo l’ottimale controllo di infestanti resistenti agli ALS, ormonici, “fop” e “dim”.

Pendimetalin, appartenente alla famiglia chimica delle dinitroaniline, agisce entrando in contatto con i semi in fase di germinazione, dei germinelli e delle radici delle giovani plantule (1-2 foglie per graminacee e 2-3 foglie per dicotiledoni). Il prodotto ostacola la formazione dei microtubuli del fuso mitotico, impedendo la divisione cellulare e l’accrescimento delle infestanti.

Diflufenican, appartenente alla famiglia chimica delle nicotinanilidi, e viene assorbito dall’ipocotile di giovani plantule e parzialmente dalle radici. Quando applicato in post emergenza il prodotto viene assorbito dalle foglie e trasferito rapidamente agli apici meristematici. In seguito all’assorbimento, diflufenican inibisce la sintesi dei carotenoidi, perturbando indirettamente l’attività fotosintetica. Le piante colpite si distinguono per evidenti imbianchimenti fogliari, per poi mutare in tonalità rosso-violaceo prima della completa devitalizzazione.

STOPPER® P si caratterizza quindi per un ampio spettro d’azione, ed è in grado di controllare efficacemente infestazioni di camomilla (Matricaria chamomilla), centocchio (Stellaria media), rosalaccio (Papaver rhoeas), viola, veroniche, crucifere (Sinapis sp.) e poligonacee. Nei confronti delle graminacee invece STOPPER® P risulta particolarmente attivo nei confronti di poa (Poa Trivialis e Poa annua), cappellino dei campi (Apera spica-venti), coda di volpe (Alopecuro myosuroides) e in parte su loietto (Lolium sp.).

STOPPER® P infine si è sempre rivelato selettivo per le colture e ai dosaggi registrati, offrendo importanti vantaggi per la gestione delle malerbe dei cereali vernini e riassumibili come segue:

  • Flessibilità di impiego, da pre emergenza fino ad inizio accestimento
  • Autorizzazione per molteplici coltivazioni, quali frumento tenero, frumento duro, orzo, segale e triticale
  • Non presenta nessun problema di selettività varietale
  • Ottima efficacia nei confronti di popolazioni di papavero resistenti agli ALS
  • Ottima efficacia nei confronti di veroniche, fumaria e viola
  • Ideale per la gestione di graminacee resistenti come Alopecuro spp. e Lolium spp.

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Adama Italia
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Adama è da oltre 20 anni al fianco degli agricoltori per fornire soluzioni semplici ed efficaci nel massimo rispetto della natura. Il prodotto viene realizzato partendo dal campo, ascoltando gli agricoltori e i bisogni del territorio. Oggi Adama è l'azienda leader nella produzione di agrofarmaci seguendo principi di sostenibilità ambientale.

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