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COME COLTIVARE LA SOIA CON SUCCESSO

IT | SoiaPrima di spiegare come è possibile coltivare la soia con ottimi risultati, cerchiamo di fornire qualche nozione in più su questa pianta.

La soia è un legume originario dell’Asia Orientale, impiegato sia nell’alimentazione umana che in quella degli animali da allevamento. Questa pianta può essere coltivata in tutte quelle aree caratterizzate da clima temperato, anche se i risultati migliori si ottengono in zone dove le temperature medie sono comprese tra i 20°C e i 30/40°C. Questa coltura viene definita azotofissatrice, ovvero, trattandosi di una pianta leguminosa annuale, riduce la necessità di fertilizzanti azotati, migliorando e arricchendo conseguentemente il suolo di azoto.

La semina della soia

Prima di procedere alla semina della soia, è indispensabile preparare il terreno affinché si abbia un buon letto di semina, da sottolineare comunque che, grazie all’elevata capacità di equilibrare la produzione al variare dell’investimento, questa pianta assicura tuttavia ottime risposte produttive anche con tecniche di semina diretta.

Nel caso di avvicendamento e rotazione delle colture, essendo la soia una pianta con ridotte esigenze di precessione, è adatta a occupare terreni precedentemente coltivati a mais, frumento, sorgo e bietola. Al contrario meglio evitare la successione a colza e girasole che possono essere attaccate da fitofagi e malattie fungine in comune con essa.

IT | semina soia su sodoIl periodo migliore per iniziare le operazioni di semina, ovvero la semina di primo raccolto, è tra i mesi di aprile e maggio, quando nel terreno ci sono stabilmente temperature minime di 10°C. I semi devono essere disposti in file distanziate tra loro di circa 45-50 centimetri, depositandone uno ogni 5-6 centimetri a una profondità compresa tra 2,5 e 4 centimetri, al fine di facilitarne la germinazione quando le temperature sono ancora basse.

Sotto il punto di vista varietale, grazie agli studi genetici effettuati, è possibile optare tra differenti gruppi di maturazione, ovvero:

  • Per le semine di primo raccolto è consigliato scegliere gruppi di maturazione I e I+
  • Per le semine di secondo raccolto, successive a loietti e orzi, è suggerito optare per gruppi 0+ e I -.

Germogliazione, fioritura e raccolta della soia

raccolta soiaUna volta germinato il seme vedrà la fuoriuscita delle foglioline, dette cotiledoni, che, una volta raggiunta la luce, si apriranno avviando così un’autonoma assimilazione. Un terreno ben arieggiato sarà in grado di assicurare un’ottimale circolazione dell’aria, che conseguentemente migliorerà la crescita della pianta e il funzionamento del rizobio, ovvero i batteri del suolo capaci di fissare l’azoto elementare successivamente ad aver stabilito una simbiosi intracellulare con le radici delle leguminose. In terreni freddi o ove non si sia coltivata soia è consigliabile procedere all’inoculo del battere simbionte azotofissatore.

Nei primi 70/80 giorni si andrà a delineare il potenziale produttivo della pianta. In questa fase si avrà lo sviluppo di una foglia ogni 4/5 giorni, per passare poi a intervalli di circa 3 giorni, che porteranno a una rapida crescita della pianta.

Giunti a questo punto, ove la nodulazione dovesse risultare assente o insufficiente, potrebbe essere opportuno intervenire con i fertilizzanti azotati. A metà dello sviluppo in altezza, ogni pianta possiederà circa il 50% del numero di foglie finali, andando così ad avviare la fase di fioritura e il conseguente rapido accumulo di sostanze nutritive. In questo periodo è indispensabile evitare fenomeni di stress che potrebbero causare aborti floreali della stessa; un valido aiuto in questo senso potrebbe essere dato da una buona irrigazione.

In seguito alla fioritura la pianta accumulerà nei baccelli parecchia sostanza secca, avviando conseguentemente il riempimento dei semi. L’azotofissazione dei noduli comincerà a decrescere, le foglie ingialliranno trasferendo ai semi stessi gran parte delle sostanze in loro possesso. In questa fase si rende indispensabile il controllo dell’eventuale proliferazione di insetti o acari e la gestione dei danni conseguenti a eventi atmosferici avversi. Questi fattori potrebbero portare a una drastica riduzione del numero di foglie presenti, alla conseguente diminuzione del numero di baccelli e dei semi, provocando perdite produttive addirittura del 60%.

Giunta a maturazione fisiologica, la pianta inizierà a perdere umidità e foglie. La raccolta è consigliata al completo riempimento dei baccelli, ovvero quanto la stessa risulterà quasi totalmente defogliata, prestando comunque attenzione all’umidità per l’esecuzione della trebbiatura. Quest’ultima, se effettuata con umidità inferiore al 13%, potrebbe causare perdite produttive provocate dall’apertura dei baccelli per effetto della barra falciante, con conseguente rottura dei semi negli organi battitori.

 

Pubblicato da Adama Italia

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