DIRADAMENTO DEL MELO: COME OTTENERE FRUTTI DI QUALITÀ

dirado del melo

Quando si parla di meleti, un posto d’onore spetta al diradamento del melo, un trattamento chiave per ottenere frutti di qualità.

Il diradamento è una pratica fondamentale per conseguire un adeguato carico produttivo, ma anche per consentire alla pianta un idoneo il ritorno a fiore l’anno successivo senza che si verifichi la cosiddetta alternanza di produzione. Questo intervento consentirà inoltre di avere mele di buona pezzatura, dal calibro e dalla colorazione adeguata, nonché di ottima qualità, massimizzando di conseguenza la produzione. Un numero eccessivo di frutti in fase di allegagione equivale ad un numero elevato di semi, veri responsabili dell’alternanza, in quanto producono gibberelline che stimolano la crescita inibendo la differenziazione a fiore delle gemme.


Eseguendo l’operazione di dirado sarà possibile avvalersi di una serie di vantaggi, tra cui:

  • Buon ritorno a fiore per l’annata successiva evitando l’alternanza produttiva, inevitabile in caso di forti allegagioni e tardivi e consistenti interventi correttivi di dirado manuale. Produzione di mele di maggior qualità, caratterizzate da colorazione e calibro idoneo alla distribuzione sul mercato, con conseguente riduzione di merce destinata alla lavorazione industriale che fruisce guadagni inferiori rispetto alla vendita diretta delle mele
  • Aumento conseguente della produzione e dei guadagni per gli agricoltori, i quali avranno una produzione costante da destinare alla vendita.

Strategie di dirado per localizzazione d'impianti:  pianura, collina e montagna 

I parametri più importanti per stabilire la qualità di una mela

Gli aspetti legati alla qualità della mela che influiscono direttamente sul prezzo di vendita dei coltivatori includono:

  • Calibro: sotto una certa soglia alcune mele vengono considerate come scarto e, di conseguenza, destinate a lavorazioni industriali. Se il dirado avviene nelle corrette tempistiche, le piante produrranno frutti dalle dimensioni maggiori e idonee agli standard di mercato
  • Colore: Le mele con una tonalità più vicina al rosso risultano maggiormente remunerate in quanto più apprezzate dai consumatori. Questo fattore è influenzato anche dalle escursioni termiche tra giorno e notte, dalla radiazione solare e dall’umettamento della buccia, parametri che interagiscono sull’evoluzione degli antiociani. Il dirado può favorire la colorazione in quanto portando a frutto un singolo fiore per mazzetto, lo stesso assumerà una colorazione più accesa
  • Grado zuccherino: il sapore della mela deve risultare dolce e gustoso, una distribuzione di frutti minore consentirà una miglior distribuzione dei carboidrati assicurando un grado zuccherino superiore per un gusto più piacevole ed apprezzato.
Dirado del melo: come si effettua

Nella pratica il dirado del melo prevede l’eliminazione dei frutticini. Nello specifico ogni corimbo è composto da cinque fiori e generalmente il frutto centrale, o i due frutti centrali di ogni mazzetto vengono lasciati intatti, mentre gli altri vengono rimossi.

Ad oggi le operazioni di dirado del melo possono essere eseguire manualmente oppure con l’ausilio di agrofarmaci.

Se il dirado viene eseguito manualmente si stima l’impiego di 150/180 ore per ettaro, raggiungendo in alcuni casi anche 300 ore per ettaro: è facile quindi comprendere quanto questa operazione risulti estremamente lunga e complessa e, inoltre, è indispensabile agire in un intervallo di tempo ristretto. Al contrario l’impiego di fitofarmaci appositamente studiati per il dirado del melo è in grado di accelerare questa pratica, assicurando anche un risparmio a livello economico.

In ultimo è bene segnalare che il dirado solitamente viene effettuato in quattro fasi:

  • Durante la fioritura
  • Sui frutticini dopo l’allegagione
  • Dopo la cascola naturale di giugno
  • Nelle settimane che precedono la raccolta per rimuovere frutti malati e malformati

Le prime tre fasi possono essere eseguite con l’impiego di prodotti specifici mentre l’ultima, ovvero la verifica che precede la raccolta, è la sola che richiederà inevitabilmente l’esecuzione manuale.

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