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17-mag-2021 11.00.00 - by Adama Italia
3 min

Flavescenza dorata della vite: strategie per gestirla

le cicaline sono le responsabili della flavescenza dorata della vite

La Flavescenza dorata è una malattia della vite, sottoposta a lotta obbligatoria, causata da un fitoplasma, presente in forma epidemica nelle regioni settentrionali della penisola.

Comparsa inizialmente in Veneto, Lombardia e Piemonte, si è rapidamente diffusa in Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Trentino, Emilia-Romagna e, più recentemente, sono stati individuati focolai infettivi anche in alcune aree viticole di Toscana, Marche, Umbria e Valle d’Aosta.

La Flavescenza dorata si trasmette da una vite all’altra principalmente attraverso un insetto vettore, lo Scaphoideus titanus, una cicalina che vive prevalentemente sulla vite e può diffondere rapidamente la malattia se non viene adeguatamente controllato.

Il successo della lotta sta nell’attuazione di una strategia di difesa comprensoriale, promossa ogni anno dai diversi enti regionali dove esiste il problema Flavescenza dorata.

È importante conoscere i sintomi della malattia e monitorare la presenza dell’insetto vettore in vigneto, per individuare nuovi focolai e intervenire al momento giusto contro la cicalina.

Flavescenza dorata della vite: cosa sono i fitoplasmi e quali sono i sintomi della malattia

I fitoplasmi sono organismi unicellulari, simili ai batteri, visibili solo al microscopio elettronico, in quanto il loro diametro medio non supera il micron.

L’agente della Flavescenza dorata è Ca. Phytoplasma vitis. Questo fitoplasma penetra all’interno del sistema linfatico della vite attraverso le punture di suzione dell'insetto vettore. 

Una volta entrato, il fitoplasma si moltiplica ininterrottamente nei vasi floematici fino a provocare alterazioni a carico di nervature, piccioli fogliari e vasi linfatici che, occludendosi, impediscono la distribuzione delle sostanze elaborate dalle foglie verso l’uva e gli altri organi di riserva, causandone il disseccamento.

Questo fitoplasma è un parassita obbligato, cioè può vivere solo all’interno di una pianta (quasi esclusivamente la vite) o dell’insetto vettore.

Le viti malate presentano sintomi di varia intensità, da lievi cambiamenti di colore su poche foglie di alcuni tralci, che vanno dal giallo-vivo, per le varietà a uva bianca, al rosso-intenso e vivace nelle varietà a uva nera, fino a forme molto gravi, con deperimenti estesi e irreversibili, che possono portare alla morte della vite. 

I bordi delle foglie infette tendono ad accartocciarsi verso il basso. Anche la produzione di uva è compromessa, primariamente in funzione dell’epoca di comparsa dei sintomi sulle foglie e sui tralci, che sono:

  • Sintomi molto precoci: le infiorescenze si bloccano, non si distendono e seccano;
  • Sintomi dopo l’allegagione: i grappoli portano pochi acini sparsi e raggrinziti, che si staccano facilmente dal rachide e la poca uva rimasta non raggiunge la maturazione e non si può vinificare.

Come arriva la Flavescenza dorata della vite sulla pianta

La Flavescenza dorata può essere trasmessa da insetti vettori: in primis lo Scaphoideus titanus, una cicalina originaria dal Nord America che trasmette direttamente il fitoplasma spostandosi da viti infette a viti sane.

Lo Scaphoideus titanus, o Cicalina americana della vite per la sua origine, vive prevalentemente su vite ed è responsabile della trasmissione del fitoplasma della Flavescenza dorata.

Compie un solo ciclo all’anno e sverna sotto il ritidoma dei tralci di vite di uno o più anni come uovo durevole. 

La schiusura delle uova si protrae fino a luglio, con un picco nella prima decade di giugno. Le prime neanidi compaiono a partire dalla metà di maggio, mentre gli adulti compaiono da fine giugno e possono vivere nel vigneto fino ad ottobre.

Per acquisire l’agente patogeno, lo scafoideo deve alimentarsi sulla pianta infetta e una volta acquisito il fitoplasma, rimane infettivo per tutta la vita potendo quindi trasmettere il fitoplasma per un numero indefinito di piante. 

Ecco perché è fondamentale il controllo dello scafoideo prima che diventi infettivo ed eliminare le fonti di inoculo (piante infette) in vigneto e nelle aree circostanti.

Flavescenza dorata della vite: lotta obbligatoria e rimedi per contenere la diffusione

La Flavescenza dorata è una malattia da quarantena nell’Unione Europea (Decreto Ministeriale n° 32442 del 31 maggio 2000) e pertanto negli areali dove la malattia è stata individuata vige la lotta obbligatoria per evitarne la diffusione.

Non essendo possibile intervenire direttamente contro il fitoplasma, se non estirpando le viti ammalate, per il contenimento della Flavescenza dorata è necessario intervenire con trattamenti mirati sul vettore prima che diffonda la malattia da una pianta all’altra, da un vigneto all’altro.

Come affrontare efficacemente il problema?

  1. Acquista barbatelle munite di passaporto fitosanitario, che attesta l’assenza della malattia durante le fasi di propagazione e di moltiplicazione;
  2. Monitora i vigneti per verificare la presenza di Scafoideus titanus (sul tronco e sulla pagina inferiore delle foglie basali in primavera e sull’intera pianta durante l’estate. Importante è anche installare trappole cromotropiche di colore giallo per poter intercettare gli adulti)
  3. Intervieni con insetticidi assicurando un’adeguata copertura di tutto il fogliame e trattando anche le parti basali del tronco dove l’insetto si può nascondere;
  4. Segui le indicazioni dei tecnici della tua regione che definiscono come e quando attuare le strategie di lotta a livello di comprensorio.

Il miglior modo per impedire la diffusione della Flavescenza dorata è quello di attuare una strategia territoriale, per evitare che si creino o si mantengano focolai su vite non difese.

Vuoi conoscere e gestire tutte le avversità più pericolose della vite? Leggi il nostro approfondimento: "Gestire le avversità della vite: peronospora e flavescenza dorata"

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