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Gli insetti del terreno

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Il mais, come molte altre colture, è soggetto all’attacco da parte di insetti del terreno, veri e propri parassiti per le piante, alle quali potrebbero arrecare parecchi danni, riducendo la produzione e, di conseguenza, anche la rendita economica delle stesse.

Conoscere il “nemico” rappresenta sicuramente il primo passo verso la lotta contro di esso. Ecco quindi che in questo articolo andremo a parlare dei principali insetti e parassiti presenti nel terreno che potrebbero attaccare e danneggiare le coltivazioni di mais.

Danni causati dagli insetti e prevenzione 

Quali sono i parassiti che colpiscono il mais?

Prima di parlare delle singole famiglie di insetti è bene fare una precisazione, ovvero che non esistono aree nel nostro paese completamente prive di parassiti. Al contrario il mais è costantemente esposto agli attacchi da parte di una nutrita schiera di insetti, alcuni originari delle singole aree ed altri acquisiti accidentalmente per importazione da altri continenti.

Gli insetti che colpiscono il mais includono specie indigene a cui oggi si sono aggiunte altre esotiche accidentalmente introdotte in Italia. Un esempio in questo senso è sicuramente la Diabrotica virgifera virgifera che oggi rappresenta uno degli insetti più pericolosi per le coltivazioni di mais, sia nella fase radicale che in quella fiorale.

Alcuni fitofagi presentano inoltre un livello di rischio particolarmente elevato in ambienti ove la coltura risulta estremamente specializzata e in monosuccessione, ma anche in alcuni areali addirittura in monocoltura per mancata pratica dell’avvicendamento colturale. In questi casi è pertanto indispensabile ricorrere a mezzi e tecniche di difesa per contenere e ridurre al minimo le perdite.

Danni causati dagli insetti e prevenzione 

Le tre categorie di insetti che colpiscono il mais

I parassiti del terreno ad oggi più dannosi per le piantagioni di mais possono essere suddivisi in tre categorie:

  • Elateridi
  • Nottue
  • Diabrotica.

Tutte e tre le specie si nutrono del seme e di giovani piante, sebbene le nottue possano effettuare anche attacchi tardivi, una larva sola infatti potrebbe arrivare a danneggiare irrimediabilmente piante con 4-6 foglie nel corso di una sola notte.

Per quanto riguarda elateridi e diabrotica è particolarmente importante il livello di infestazione conseguente alla dimensione della popolazione, in quanto la sola presenza non è sinonimo di danno. Purtroppo, è difficile stimare questo dato, i metodi empirici con esche alimentari possono dare un’indicazione ma tardiva, considerando le attuali tecniche di coltivazione che prevedono la semina precoce.

Quando si parla di eleteridi e diabrotica risulta necessario un approccio preventivo, basato sulla storicità, sulle precessioni colturali e il numero di esemplari catturati nelle precedenti annate.

Pubblicato da Adama Italia

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