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INFESTANTI DICOTILEDONI: CHE COSA SONO?

ADAMA DICOTILEDONI INFESTANTI

Nei diversi sistemi colturali e, nella fattispecie in cerealicoltura, si sente spesso parlare di infestanti dicotiledoni, ma cosa sono di preciso e quali specie rientrano in questo gruppo?

Per prima cosa è bene specificare che di per sé nessuna pianta è infestante, bensì è un concetto relativo in quanto questo aggettivo viene associato ad una specie nel momento in cui questa tende a crescere in aree indesiderate, limitando la diffusione e la sopravvivenza di altre specie.

Prendendo in considerazione le coltivazioni di cereali, tra le specie infestanti maggiormente presenti vi sono le dicotiledoni; queste rappresentano circa i tre quarti dell’infestazione totale che si trova nei campi di cereali autunno-vernini italiani. Questa frazione è composta da una trentina di famiglie botaniche e da circa 150 specie.

Le dicotiledoni, che nelle più recenti classificazioni sono conosciute con il termine di Magnoliopsida, presentano una serie di caratteristiche che le rendono facilmente distinguibili:

  • Presenza all’interno del seme di due cotiledoni, ovvero foglioline primordiali modificate in cui vengono immagazzinate le sostanze di riserva che servono a nutrire l’embrione in fase di germinazione
  • Radici che partono dalla radichetta embrionale e, solo in un secondo momento, di quelle avventizie
  • Fusto dotato di fasci cribro-vascolari ad anello (eustele)
  • Foglie con nervature ramificate.
  • Petali e sepali dei fiori presenti in numeri multipli di 4 o 5
  • Granuli pollinici dotati di tre aperture (tricolpati).

Le principali infestanti dicotiledoni dei cereali

In cerealicoltura esistono diverse infestanti dicotiledoni capaci di inibire la produzione ed impattare la redditività dell’agricoltore. Tra le più diffuse:

  • Camomilla comune (Matricaria Chamomilla)
  • Stoppione o cardo campestre (Cirsium Arvense)
  • Vilucchio (Convolvulus Arvensis e Convolvulus Sepium)
  • Fumaria (Fumaria Officinalis)
  • Attaccamani (Galium Aparine)
  • Papavero (Papaver Rhoeas)
  • Correggiola (Polygonum Aviculare)
  • Ossalide (Oxalis Spp.)
  • Antemide (Anthemis Arvensis)
  • Coriandolo (Bifora Radians)
  • Capsella (Capsella Bursa-Pastoris)
  • Fiordaliso (Centaurea Cyanus)
  • Convolvolo (Fallopia Convolvulus)
  • Canapa selvatica (Galeopsis Tetrahit)
  • Geranio volgare (Geranium Molle)
  • Falsa ortica (Lamium Purpureum)
  • Persicaria (Polygonum Persicaria)
  • Ranuncolo (Ranunculus Arvensis)
  • Ravanello selvatico (Raphanus Raphanistrum)
  • Senape selvatica (Sinapis Arvensis)
  • Centocchio (Stellaria Media)
  • Veronica (Veronica Hederaefolia e Veronica Persica)
  • Veccia (Vicia Spp.)
  • Viola del pensiero (Viola Spp.)

In generale, la presenza di flora infestante all’interno di un sistema colturale cerealicolo, comporta una competizione coltura-infestante, che si esercita soprattutto per la disponibilità di suolo, acqua, sostanze minerali e luce; fattori indispensabili per la crescita delle piante. Di seguito alcune principali caratteristiche che rendono le malerbe più competitive rispetto al cereale coltivato:

  • Insediamento più rapido
  • Maggiore adattabilità all’ambiente
  • Utilizzo di acqua e sostanze nutritive molto più veloce rispetto alla coltura agraria
  • Sviluppo più rapido
  • Maggiore grado di infestazione dato dalla capacità di produrre un elevato numero di semi

Per tutte queste ragioni è bene correre ai ripari per tempo, evitando la proliferazione delle malerbe e permettendo alle coltivazioni di cereali di svilupparsi liberamente, aumentandone la rendita e i conseguenti profitti da essa derivati.

 

Pubblicato da Adama Italia

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