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IL MERCATO DELLE PERE NEL MONDO E IN ITALIA

 IT_adama mercato delle pere in italia e estero

Quali sono i maggiori produttori di pere nel mondo e in Europa? E le varietà maggiormente coltivate? L’Italia in questa panoramica dove si colloca?

Secondo analisi condotte a livello mondiale è stato evidenziato come l’Italia occupi il gradino più alto del podio per quanto riguarda la produzione di pere sia in Europa che a livello mondiale. I dati raccolti evidenziano come nel nostro paese si concentri circa il 17% della produzione mondiale di Pyrus Communis, ed il 30/35% di quella europea, seguiti poi nell’ordine da Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Belgio e Portogallo.

A livello mondiale tra i principali produttori troviamo invece, oltre agli Stati Uniti, Argentina e Sud Africa che rispettivamente si contendono il primato di coltivatori di pere dell’emisfero meridionale, seguiti poi da Cile e Australia.

La varietà più coltivata in Europa è la Conference, che ricopre circa il 40% della produzione del continente, seguita da Abate Fetel, Williams e Rocha. In Italia la pera più diffusa è l’Abate Fetel, che ricopre il 43% della produzione totale nostrana, seguita da William, Conference, Kaiser e Coscia.

La coltivazione delle pere in Italia

Le aziende agricole impegnate nella coltivazione delle pere sono circa 3500, per un totale di circa 29.500 ettari di territorio, il 95% dei quali distribuito tra Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, e Toscana. Si evidenzia inoltre che in Emilia Romagna si concentra ben il 70% della produzione nazionale.

Se fino al 2000 circa l’85% dei prodotti ottenuti era destinato al mercato nazionale, ora la percentuale è scesa al 75%, con una buona fetta del 25% destinata all’esportazione. Circa il 92% delle varietà di pere esportate è destinato al mercato europeo, principalmente in Germania, Francia e Romania, solo l’8% viene invece inviato a paesi esterni alla Comunità Europea.

Come si comportano i consumatori in Italia rispetto al mercato delle pere?

Il frutto più consumato nel nostro paese è la mela, seguito da arance, banane e pere. Essendo noi in fase di analisi di quest’ultimo frutto, possiamo anche dire che, nell’ordine, le varietà più consumate sono William, Abate Fetel, Kaiser e Coscia.

Secondo le stime i principali consumatori di pere in Italia sono persone over 65, con un consumo annuo che si aggira in media attorno ai 17 kg per famiglia. Il costo al dettaglio è stato calcolato si aggiri tra 1,70/1,80 €/kg, pertanto accessibile pressoché a tutti. Il picco delle vendite di pere nel nostro paese si ha in autunno e in inverno e risultano destinate al consumo dopo i pasti principali.

Sempre secondo una serie di indagini condotte, esistono fattori che influenzerebbero la scelta del prodotto da acquistare e, in ordine di importanza, troviamo:

  • La nazione di produzione delle pere, favorendo quelle coltivate nel nostro paese
  • Il livello di maturità del frutto
  • La durata del frutto dopo l’acquisto che si desidera sia di almeno una settimana
  • La certificazione IGP della pera
  • La produzione ad opera di un consorzio di frutticoltori
  • La ricerca di un prodotto biologico
  • Distribuito da una marca di cui hanno fiducia
  • Il prezzo basso del frutto
  • L’aspetto esteticamente bello del frutto

La filiera produttiva della pera in Italia

Esistono punti di forza e di debolezza in Italia in merito alla produzione delle pere? Quali potrebbero invece essere le opportunità da sfruttare per aumentare ulteriormente la produzione e confermarsi leader mondiali?

Senza ombra di dubbio un punto di forza è dato dalla leadership mondiale della produzione di questo frutto, con addirittura il 98% delle pere Abate Fetel coltivate nel mondo. Il 65% delle coltivazioni risulta inoltre distribuito in sole 3 province, facile quindi comprendere come la resa territoriale risulti estremamente elevata, grazie anche al know-how pluridecennale maturato in questo ambito.

È bene però tener presente e soprattutto non sottovalutare i punti di debolezza per i quali si dovrebbero attuare strategie volte al superamento degli stessi. Dimensioni aziendali medio-piccole, frammentazione della produzione e conseguentemente fortissima concorrenza interna, assenza di marche leader del settore, perdita di competitività, ma anche la riduzione della superficie coltivata e di contro una redditività insufficiente con un invecchiamento sia degli impianti che degli addetti del settore. Questi fattori vanno poi a sommarsi ad una serie di minacce fitosanitarie e di conservazione del prodotto, ma anche dello scarso gradimento delle pere Abate Fetel all’estero.

Ragionando su questi elementi e con i dovuti accorgimenti si dovrebbe pertanto pensare di sfruttare alcune opportunità, creando ad esempio un’aggregazione dell’offerta, riducendo conseguentemente i costi di produzione. Questo potrebbe portare ad un rinnovo degli impianti con un miglioramento direttamente riscontrabile sul raccolto, più abbondante e di qualità migliore. Infine si potrebbe pensare anche ad un rinnovo varietale al fine di produrre pere in grado di trovare maggior gradimento anche all’estero.

Pubblicato da Adama Italia

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