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OIDIO DEL POMODORO: ECCO I PRINCIPALI RIMEDI

IT | OIDIO DEL POMODORO

L’infezione fungina da oidio sulle coltivazioni di pomodoro rappresenta un problema reale in Italia che dovrebbe essere affrontato in modo sistematico ed efficace, attraverso una corretta individuazione e valutazione della malattia e un’adeguata azione di difesa. In situazioni favorevoli l’oidio si manifesta sulle foglie più vecchie situate nella parte medio-bassa della coltura e viceversa, in caso di forti attacchi, le piante vengono progressivamente indebolite, con una diminuzione quali-quantitativa della produzione.

Nel pomodoro gli agenti patogeni dell’oidio si presentano occasionalmente in campo aperto, mentre si rivelano decisamente più severi nelle aree di coltivazione meridionali, specialmente in coltura protetta e nel caso di trapianti tardivi. Questi ultimi infatti, permettono di sviluppare condizioni più favorevoli sia per lo sviluppo di Leveillula taurica (che tende a colpire la parte inferiore delle foglie) che di Oidium lycopersici (prevalente invece sulla pagina superiore).

Leveillula taurica è la specie più diffusa ed è caratterizzata da uno sviluppo emiendofitico (ovvero interno alla foglia); questa specie infatti, penetra nei tessuti parenchimatici attraverso gli stomi, si sviluppa all’interno della foglia dalla quale fuoriesce sulla pagina inferiore producendo un’efflorescenza biancastra costituita dai conidi. Le condizioni ottimali per il suo sviluppo sono: elevati livelli di umidità e temperature comprese tra 18 e 24 °C.

Oidium lycopersici si differenzia dalla precedente per l’andamento ectofitico (esterno alla foglia) e per la necessità di temperature leggermente più fresche. Questo patogeno predilige gli ambienti protetti, mentre in pieno campo l’infezione si rivela più contenuta. Anche in questo caso, con il progredire della malattia, le foglie vengono ricoperte completamente dal feltro miceliare biancastro.

Per contrastare efficacemente l’attacco da oidio sul pomodoro è importante riconoscere i primi sintomi specialmente in vivaio, in quanto la patologia tende a manifestarsi in modo più evidente su piante già sviluppate e ormai alla fine del loro ciclo produttivo (soprattutto per l’agente patogeno L. taurica). Come accennato poco sopra, le infezioni interessano per lo più le foglie, che presentano macchie gialle con contorni sfumati, che successivamente imbruniscono, necrotizzano e si accartocciano verso il basso disseccandosi. Inoltre, in corrispondenza delle aree clorotiche è possibile notare una muffa bianca pulverulenta.

Per non compromettere la produzione, il controllo dai patogeni fungini è un aspetto da non trascurare, soprattutto nelle annate in cui la loro pressione è significativa.

Per quanto riguarda la difesa, in vivaio si applicano le classiche misure preventive:

  • Utilizzo di cultivar resistenti e/o tolleranti
  • Anticipo o ritardo della semina e/o del trapianto
  • Adeguata gestione dell’irrigazione e della concimazione
  • Distruzione delle infestanti attorno alle serre
  • Incremento della circolazione dell’area
  • Abbassamento del grado di umidità all’interno della serra

Queste buone pratiche tendono a diminuire in modo sensibile il rischio di comparsa della malattia.

Nel caso invece in cui l’infezione sia ormai già sviluppata, e dunque sulle piante siano presenti sintomi di oidio, bisognerà invece procedere con specifici interventi di difesa.

In questo senso, Adama ha messo a punto un nuovo fungicida finalizzato alla difesa sia da oidio che da alternaria delle specie orticole. Con questa soluzione, Adama offre il vantaggio di anticipare e impedire lo sviluppo di questi patogeni fungini e di proteggete le colture fin dai primi stadi di sviluppo, mantenendole sane e produttive.

Pubblicato da Adama Italia

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