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21-giu-2021 9.30.00 - by Adama Italia
4 min

Insetti e parassiti della vite da vino: ecco i più dannosi

Per studiare la miglior strategia per contrastare un problema è indispensabile conoscerne ogni aspetto, discorso valido anche per risolvere i rischi connessi alle fitopatie e ai possibili danni a carico della vite. Trattandosi di una coltivazione legnosa, è esposta a molteplici rischi causati da fItoplasmi, malattie a carico del tronco e delle radici, insetti e patologie fungine. 

Cosa sono i fitoplasmi e perché sono dannosi per la vite? 

In questo articolo tratteremo gli insetti e i fitoplasmi che maggiormente interessano questa coltura mettendo a repentaglio la produttività e la qualità delle uve.

I principali insetti che attaccano la vite da vino sono: 

  • Tignoletta della vite (Lobesia botrana)
  • Cicaline (Empoasca vitis, Zygina ramni, Scaphoideus titanus). 

Tra i fitoplasmi troviamo:

  • Flavescenza dorata il cui vettore principale è Schaphoideus titanus
  • Legno nero il cui vettore principale è Hyalesthes obsoletus

 

La Tignoletta della vite

La Tignoletta della vite è l’insetto che causa i danni diretti più gravi nei vigneti. Questa specie è diffusa in tutta Italia anche se varia la popolazione che può risultare più o meno consistente a seconda della zona in cui risulta situata la coltura. 

L’adulto assume le sembianze di una farfalla con ali brune che misura circa 11-12mm. 

La larva è invece di colore giallo/verdastro con testa color miele della lunghezza di10-12 mm. 

La Lobesia botrana può svilupparsi su una cinquantina di specie vegetali,anche se presenta una particolare predilezione verso la vite europea, in particolare pare si trovi a suo agio su alcuni vitigni a buccia fine e a grappolo compatto che appaiono più sensibili ai danni provocati dell’insetto. Inoltre vi è anche un’influenza dettata dalla tipologia di coltura, nello specifico i sistemi espansivi e con vegetazione molto sviluppata creano condizioni più favorevoli alla sopravvivenza e diffusione della tignoletta, la quale si avvantaggia dei microclimi umidi e ombreggiati.

Normalmente in Italia la specie compie tre generazioni l’anno, ma in ambienti caldi ne può sviluppare anche una quarta. La prima generazione, che attacca la vite nel periodo della fioritura, compie danni di modesta entità dal punto di vista economico. Inoltre uno sviluppo anche notevole della prima generazione non porta automaticamente a forti infestazioni successive dei grappoli.

Come difendere la vite da vino dalla Tignoletta 

Indipendentemente dalle strategie di difesa utilizzate, le generazioni che arrecano invece un danno economico consistente sul grappolo, sono la seconda e la terza, la cui dannosità per altro varia considerevolmente in rapporto ai vitigni e ai fattori colturali e climatici più o meno favorevoli allo sviluppo della muffa grigia. 

Attualmente nella lotta contro la Tignoletta della vite sono stati fatti passi avanti grazie all’impiego di trappole e feromoni che consentono di seguire l’andamento dei voli e individuare con precisione i periodi migliori per eseguire campionamenti e conseguenti trattamenti insetticidi. 

Vuoi conoscere e gestire tutte le avversità più pericolose della vite? Leggi il nostro approfondimento: "Gestire le avversità della vite: peronospora e flavescenza dorata"
Cicaline 

Le cicaline sono degli insetti succhiatori appartenenti alla famiglia dei cicadellidi e comprendono diverse specie tra cui le più critiche per la vite da vino sono:

  • Empoasca vitis
  • Zygina ramni
  • Scaphoideus titanus. 

Solitamente di piccole dimensioni, le prime due sono specie estremamente polifaghe che vivono sia su piante coltivate che su quelle spontanee, anche se la vite costituisce l’ospite prediletto, quello sul quale possono arrecare i maggiori danni economici. 

La terza, lo Scaphoideus titanus, invece,  vive esclusivamente sulla vite sulla quale compie gravi danni indiretti come vettore del fitoplasma della Flavescenza dorata.

Lo svernamento avviene allo stadio di uovo, che viene deposto sotto la corteccia della vite, di solito in gruppi che vanno dai tre ai sei elementi. La schiusa delle uova è condizionata dalle condizioni climatiche in quanto necessita di una temperatura minima di 18°C e una massima di 27°C. 

Per questa ragione, in vigneto, le prime neanidi appaiono di norma intorno alla prima decade di maggio, mentre gli adulti sono presenti dall’inizio di luglio fino alla fine di ottobre, scadenza che si va via via prolungando per effetto dei cambiamenti climatici e delle temperature autunnali sempre più miti registrate negli ultimi dieci anni.

 

Malattie causate da fitoplasmi 

Flavescenza dorata

La Flavescenza dorata è una malattia epidemica molto pericolosa sia per gli effetti che determina sulle viti che per la sua velocità di diffusione. L’agente che causa questa patologia è un microrganismo parassita, denominato anche fitoplasma, che può vivere solo se si trova all’interno di una vite o del suo insetto vettore, ovvero la cicalina Scaphoideus titanus, che è il principale agente della diffusione dell’infezione da viti malate a viti sane.

I danni causati da questa problematica possono essere più o meno gravi a seconda dell’intensità dei sintomi, della quantità di tralci colpiti e dell’epoca di comparsa della malattia. In funzione degli stessi pertanto gli effetti negativi sulla produttività del vigneto possono essere diretti, provocando perdita dei grappoli per disseccamento o appassimento, oppure indiretti, causando l’indebolimento delle piante, la mancanza di tralci idonei per il rinnovo e, nei casi peggiori, portando alla morte della pianta.

La rapidità di diffusione di Flavescenza dorata, così come la sua conseguente pericolosità per la coltura, è strettamente connessa a due fattori:

  1. L’alta specificità ed efficienza di trasmissione dell’insetto vettore che vive strettamente infeudato alla vite
  2. La presenza di viti infette che fungono da sorgente di infezione per le altre piante del vigneto e per gli altri vigneti.

Come difendere la vite da vino dalla Flavescenza dorata

La strategia per prevenire la diffusione di questa patologia della vite, si basa principalmente su tre aspetti, quali estirpazione delle piante malate, contenimento delle popolazioni dell’insetto vettore e impiego di materiale vegetale sano.

Per approfondire la tua conoscenza sulla Flavescenza dorata e su come controllare l’insetto vettore, leggi l'articolo: Flavescenza dorata della vite: strategie per gestirla

Legno nero

Il Legno nero è un’altra patologia che affligge la vite e causata da fitoplasmi trasmessi in natura dalla cicalina Hyalesthes obsoletus Signoret, ospite occasionale di questa pianta che sopravvive anche su numerose piante erbacee, in particolare su ortica, erba medica e rovo.

I segnali che evidenziano la presenza di Legno nero sono facilmente confondibili con quelli della Flavescenza dorata, quindi includono:

  • decolorazioni settoriali delle foglie con ingiallimenti nelle aree bianche e arrossamenti in quelle nere, che si estendono all’intera lamina fogliare, includendo anche le nervature
  • accartocciamento verso il basso della lamina fogliare, che assume consistenza cartacea
  • mancata lignificazione dei tralci, che risultano gommosi e con tendenza a ricadere verso il basso
  • presenza sui tralci di punteggiature nere
  • disseccamento dei grappolini, con possibile totale perdita della produzione. 

Per poter distinguere quale sia il fitoplasma responsabile dell’infezione è indispensabile ricorrere ad analisi di tipo molecolare. 

Come difendere la vite da vino dal Legno nero

Attualmente non esistono prodotti chimici in grado di curare la malattia in maniera diretta. L’unico tipo di lotta possibile è la prevenzione, basata principalmente su interventi di tipo agronomico per evitare la diffusione del vettore, quali il diserbo delle piante ospiti della cicalina presenti all’interno o nelle vicinanze del vigneto e infine l’estirpazione delle piante infette.

Adama: una linea completa per la protezione della vite da vino

Adama ha sviluppato con i propri tecnici una linea completa per proteggere la vite da vino dall’attacco di funghi e insetti e per ridurre la formazione di malerbe nelle colture. 

Specificamente contro gli insetti e indirettamente per evitare la diffusione della Flavescenza dorata, Adama   ti propone una serie di insetticidi dall’efficacia elevata e, al contempo, dalla bassa tossicità verso gli organismi utili, incluse le api.

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