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LA PRATICA DEL DISERBO: GRAMINACEE E DICOTILEDONI

Adama Dicotiledoni e gramincaee

In agricoltura le erbe infestanti sono definite tali in quanto, sviluppandosi nei terreni coltivati, entrano in competizione con le colture agrarie allevate, sottraendo componenti importanti per la crescita come: acqua, luce ed elementi nutritivi. Le malerbe sono in grado di adattarsi agli habitat modificati dall’uomo e, se non controllate, possono avere conseguenze nefaste per la coltura in questione.

La loro presenza, inoltre, può essere d’intralcio nelle operazioni colturali, può comportare deprezzamenti qualitativi del raccolto e favorire la diffusione di parassiti dannosi.

Le malerbe o erbe infestanti, appartengono a due grandi famiglie botaniche: graminacee e dicotiledoni.

Le graminacee 

Le graminacee sono una famiglia di piante diffuse in tutto il mondo, a livello globale si contano oltre 60.000 specie. Si tratta di specie annue o perenni, in grado di adattarsi a differenti ambienti e condizioni climatiche. Nonostante l’importante utilità per l’uomo, molte graminacee sono ritenute dannose a causa delle loro proprietà allergeniche. In agricoltura, la presenza di specie infestanti graminacee nelle coltivazioni cerealicole, può causare ingenti danni alle colture. Esse, infatti, possono contribuire all’allattamento dei cereali, hanno un forte impatto sulla resa e possono produrre sostanze allelopatiche che inibiscono lo sviluppo di piante concorrenti. Tutti questi fattori hanno portato gli agricoltori a prevenire o controllare la formazione di infestanti graminacee, al fine di limitare la rovina del raccolto e ottimizzare il reddito

Le dicotiledoni 

Le infestanti dicotiledoni sono anche dette “infestanti a foglia larga”. Questo tipo di pianta è in grado di privare le colture agrarie di nutrienti utili per la crescita. Come altri tipi di malerbe, anche le infestanti dicotiledoni non rivestono nessuna funzione utile per le produzioni agricole e, la loro presenza, può comportare ingenti danni produttivi.

Come difendersi dalle piante infestanti? 

Per prevenire il danno causato dalle specie infestanti nelle coltivazioni agrarie è senza dubbio indispensabile il riconoscimento del tipo di infestante, in modo da fare interventi efficaci e mirati. In cerealicoltura, le pratiche di diserbo possono essere molteplici, con risultati più o meno efficaci, a seconda del metodo e degli strumenti utilizzati.

 

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Il diserbo nell’agricoltura integrata 

Per massimizzare la resa con un basso impatto ambientale il sistema agricolo più efficiente e sostenibile è la produzione integrata.

L’agricoltura integrata, o produzione integrata, è un sistema agricolo di produzione sostenibile, in quanto prevede l’uso coordinato e razionale di tutti i fattori della produzione allo scopo di ridurre al minimo il ricorso a mezzi tecnici che hanno un impatto sull’ambiente o sulla salute dei consumatori. In particolare, il concetto di agricoltura integrata prevede l’utilizzazione delle risorse naturali nella misura in cui queste sono in grado di surrogare adeguatamente i mezzi tecnici adottati nell’agricoltura convenzionale, e il ricorso a questi ultimi solo quando sono reputati necessari per ottimizzare il compromesso fra le esigenze ambientali e fitosanitarie e le esigenze economiche.

In merito alle tecniche disponibili, a parità di condizioni, la scelta ricade prioritariamente su quelle di minore impatto e, in ogni modo, esclude quelle di elevato impatto.

Nel caso specifico del diserbo, il controllo delle piante infestanti va fatto integrando tutte le tecniche disponibili: falsa semina, rotazioni colturali, diserbo meccanico fino al diserbo chimico.

Diserbo chimico 

L’utilizzo degli erbicidi è una pratica molto utilizzata per prevenire e contrastare la formazione di erbe infestanti nelle coltivazioni agrarie. Si tratta di prodotti appositamente sviluppati per il controllo delle malerbe e il loro utilizzo è finalizzato non soltanto ad eliminare le specie infestanti presenti in campo, ma anche a ridurre le possibilità che queste infestino nuovamente i cereali.

Conoscere le infestanti e il loro ciclo biologico è il punto di partenza per operare in modo sostenibile, ma è necessario anche conoscere le caratteristiche peculiari dei prodotti fitosanitari al fine di poterli adoperare al meglio per raggiungere i risultati pianificati.

Di fondamentale importanza è la scelta del prodotto da utilizzare, che deve essere fatta tenendo conto della selettività, delle infestanti presenti in campo (quindi dello spettro d’azione del prodotto), del momento di applicazione e delle caratteristiche del prodotto (azione disseccante, antigerminello o sistemica), ma anche la qualità di distribuzione, aspetto altrettanto importante per il conseguimento di un’ottimale efficacia biologica e di una minimizzazione degli effetti indesiderati sull’ambiente e sull’operatore.

 

Pubblicato da Adama Italia

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