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TICCHIOLATURA E MACULATURA BRUNA: COME DIFENDERSI?

MOFU (1)

Ticchiolatura e maculatura bruna, sono da sempre considerate le principali malattie fungine rispettivamente del melo e del pero, e richiedono un elevato impegno nell’ambito delle strategie di difesa fitoiatrica.

Un aspetto fondamentale è l’azione preventiva nei confronti dei patogeni, volta a ridurre l’inoculo iniziale della malattia. Disattivare la fonte di inoculo in modo tempestivo attraverso accurate pratiche agronomiche e, garantire una protezione della coltura soprattutto nelle fasi di maggior suscettibilità, è fondamentale per contenere la malattia e preservare le produzioni.

Ticchiolatura

La ticchiolatura è la più grave avversità del melo, presente anche su pero soprattutto su varietà maggiormente suscettibili quali William, Kaiser, Decana e Santa Maria. I due patogeni responsabili della malattia, V. inaequalis e V. pyrina, rispettivamente per melo e pero, interessano principalmente foglie e frutti. I sintomi dell’infezione si manifestano con macchie bruno-olivacee rotondeggianti di aspetto vellutato, che poi suberificano. In caso di forti attacchi, le foglie possono andare incontro a filloptosi anticipata.

Maculatura bruna

E’ la patologia chiave del pero, in grado di causare danni economici rilevanti soprattutto su Abate Fétel, Conference, Passa Crassana e Decana del Comizio. Il fungo responsabile è lo Stemphylium vesicarium, la cui patogenicità è legata alla produzione di tossine che giocano un ruolo chiave nelle prime fasi del processo infettivo. Le infezioni possono manifestarsi dalla fioritura fino alla raccolta, coinvolgendo tutti gli organi della pianta: foglie, germogli, piccioli e soprattutto frutti, i quali possono essere colpiti anche per oltre il 90% di incidenza.

I primi casi di maculatura bruna sono stati descritti a metà degli anni ‘70 in Italia, in impianti di pero dell' Emilia-Romagna. In seguito, la malattia si è rapidamente diffusa anche ad altre regioni italiane (come Veneto e Piemonte), in Francia meridionale e in Spagna. Nel 2006 ha fatto la sua comparsa anche in Olanda e Belgio.

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EMBRELIA®: una soluzione in più a difesa delle pomacee

Embrelia® è il nuovo fungicida ADAMA a base di Isopyrazam 100 g/l e Difenoconazolo 40 g/l, registrato su tutto il gruppo delle pomacee (pero, melo, cotogno, nespolo, nespolo del Giappone e nashi) e su drupacee (pesco e nettarino) per il controllo di molte patologie fungine, quali: maculatura bruna del pero, ticchiolatura (V. inaequalis e pyrina), oidio (Podosphaera leucotricha e Sphaerotecha pannosa) e monilia (Monilinia laxa, Monilinia fructicola e Monilinia fructigena).

Embrelia® è registrato ad un’unica dose (1,5 l/ha) su tutte le colture; può essere applicato fino ad un massimo di due trattamenti l’anno con un intervallo tra le applicazioni di 7 giorni, rispettando un periodo di carenza prima della raccolta di 21 giorni per le pomacee e di 7 giorni per le drupacee.

Indipendentemente dalla coltura e dal patogeno, il posizionamento tecnico di Embrelia®  è di tipo preventivo. L’epoca di intervento consigliata su melo e pero va da allegagione ad inizio ingrossamento frutti. Su pero, questo stadio applicativo permette una duplice azione, sia su ticchiolatura che su maculatura bruna. Un’ azione collaterale nei confronti di Alternaria spp. è stata inoltre recentemente confermata da studi di laboratorio. Su melo, lo stesso timing di applicazione permette di esplicare un’azione su ticchiolatura e oidio. In entrambe le colture, in caso di forte pressione della malattia, è consigliata la miscela di Embrelia® con un prodotto contatticida (come Merpan® 80 WDG o Banjo®).

Al fine di prevenire eventuali forme di resistenze e non pregiudicare l’efficacia del prodotto, è molto importante seguire le specifiche linee guida FRAC (Fungicide Resistance Action Committee) per i prodotti SDHI.

Sul lato pratico quindi, si raccomanda di:

  • Applicare i prodotti secondo le dosi e gli usi riportati in etichetta;
  • Utilizzarli preventivamente;
  • Applicarli in strategia o in miscela con principi attivi a diverso meccanismo d’azione.

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Protezione “premium preventative

Una delle peculiarità di Embrelia® non è solo la combinazione di due principi attivi a differente meccanismo d’azione (fondamentale in ottica di strategia antiresistenza), ma di coniugare due sostanze attive con attività complementare nei confronti del patogeno.

Sebbene il posizionamento tecnico di Embrelia® sia di tipo preventivo, l’interazione di Isopyrazam e Difenoconazolo permette al prodotto di svolgere un’importante azione preventiva con una precoce attività curativa; “Premium preventative” infatti, sta per “azione preventiva premiata”.

Ottima resistenza al dilavamento

Grazie alle proprietà chimico-fisiche di Isopyrazam e Difenoconazolo, Embrelia® si caratterizza per un’ottima resistenza al dilavamento. L’alto coefficiente ottanolo-acqua di Isopyrazam (Log P 4,1), permette ad Embrelia® di legarsi saldamente alle cere epicuticolari, riducendo il rischio di dilavamento. A seguito dell’applicazione, parte della sostanza attiva Isopyrazam si deposita sulla superficie fogliare, un’altra parte penetra nello strato ceroso cuticolare, accumulandosi fino a formare una barriera protettiva che impedisce la germinazione dei conidi e il successivo sviluppo del micelio. 

Diversamente da Isopyrazam (il quale agisce prevalentemente per contatto), Difenoconazolo penetra rapidamente all’interno di foglie e parti verdi della pianta, risultando scarsamente influenzato dalle piogge. La sistemia e la rapidità di assorbimento da parte della pianta, assicurano così una maggiore disponibilità di sostanza attiva a protezione della coltura.

Prolungata efficacia fungicida

Uno dei fattori che contraddistingue la scelta dei fungicidi all’interno di un programma di difesa è la persistenza d’azione di un prodotto.

Per le caratteristiche sopracitate, oltre ad avere una marcata protezione preventiva, Embrelia® offre una protezione duratura della coltura, legata soprattutto alla componente di SDHI in esso contenuto.

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Doppio meccanismo d’azione

Embrelia® ha il vantaggio di avere due componenti a diverso meccanismo d’azione. Da un lato le eccezionali prestazioni di Isopyrazam, inibitore della succinato deidrogenasi (SDHI) e dall’altro, Difenoconazolo, inibitore della biosintesi dell’ergosterolo (IBS). Nello specifico:

  • Isopyrazam agisce a livello mitocondriale sul complesso II della catena di trasporto degli elettroni. Tale azione, comporta l’arresto della produzione di ATP nelle cellule fungine e il conseguente blocco della respirazione cellulare.
  • Difenoconazolo inibisce la biosintesi dell’ergosterolo. Provoca il blocco delle funzioni della membrana cellulare e l'inibizione della crescita del fungo.

Risultati sperimentali di Embrelia® su Maculatura bruna e Ticchiolatura del pero

 

 

 

Pubblicato da Adama Italia

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