UVA: LA PROTAGONISTA DELLE TRADIZIONI NATALIZIE DI TUTTO IL MONDO

ADAMA NATALEIn tutto il mondo, ovunque essa venga coltivata, l’uva è considerata un frutto particolarmente prezioso e carico di grande significato simbolico. In particolare per quanto riguarda l’uva da tavola, ossia quella non utilizzata per la produzione vinicola, essa da sempre rappresenta l’epitome stessa della ricchezza oltre che un simbolo benaugurale di salute, prosperità e benessere.

Non sorprende dunque scoprire che l’uva, al naturale oppure come ingrediente chiave per specifiche pietanze, è protagonista anche di tantissime tradizioni celebrative nel corso delle festività natalizie, in ogni angolo del pianeta.

Scopriamo insieme alcune di queste affascinanti usanze!

Cominciamo dal Paraguay, in cui la celebrazione del Natale e del Capodanno ha un carattere intrinsecamente spirituale e religioso. Dal momento che in questo periodo dell’anno si assiste alla meravigliosa fioritura della cosiddetta “estate paraguaiana”, fiori e frutti diventano l’elemento principale con cui decorare chiese, abitazioni, presepi. In particolare, a essere utilizzata per queste decorazioni è la frutta di stagione, selezionata nei suoi esemplari più belli per fare bella mostra di sé nei tanti presepi di cui le città sono disseminate: tra questi frutti figura anche l’uva, assieme ad angurie, meloni e ananas.

Spostandoci verso l’Ucraina scopriamo poi che uno dei piatti più identificativi del periodo natalizio è il “kutya”, un dolce prodotto a base di grano o riso, con noci, semi di papavero, miele e… uva passa, naturalmente!

Anche a Praga, durante la notte di Natale non può mancare sulle tavole la famosa vánocka, una specie di pane dolce ripieno di uva passa, assieme naturalmente i panini alla vaniglia e i panfortini di Boemia ricoperti della tipica glassa.

E anche nel caldo Brasile, che vede il Natale festeggiato durante il periodo estivo con temperature tipicamente tropicali, l’uva non manca mai: è infatti parte integrante di un piatto tradizionale chiamato Salpicao, che ricorda la nostra insalata russa, e che si compone di riso con piselli, mais, uova e uva passa.

Persino in Africa, dove la cena di Natale avviene naturalmente all’aperto per via delle alte temperature, uno dei piatti considerati più tradizionali in assoluto è un semplice riso giallo con uva.

Senza dimenticare l’uva (passa) come ingrediente fondamentale anche di uno dei dolci natalizi italiani per antonomasia, il panettone, vale però chiudere il nostro viaggio con la tradizione spagnola della Noche Vieja (la Notte Vecchia, ovvero Capodanno), che prevede la presenza della cosiddetta “uva della fortuna”. Di cosa si tratta, esattamente? Tutti i presenti dovranno mangiare dodici acini d’uva, uno alla volta, al rintocco della mezzanotte. Un chicco per ogni mese accompagnato da un bicchiere di spumante, al ritmo dei rintocchi dell’orologio della Puerta del Sol: si tratta di una tradizione importantissima per qualunque spagnolo che desideri trascorrere i successivi dodici mesi circondato dalla fortuna e dal benessere.

C’è una teoria che spiega la tradizione spagnola della Noche Vieja, che sembra essere iniziata nel 1909 a seguito di una vendemmia particolarmente abbondante: sarebbe legata alla necessità di liberarsi di ciò che abbiamo in eccesso, per riceverlo indietro, con gli interessi, nell’anno successivo.

Tanti auguri!

 

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